ho appena finito di leggere “che cosa ti aspetti da me?” di Lorenzo Licalzi. Adoro Licalzi, ma avevo qualche riserva su questo suo romanzo. Lo temevo troppo malinconico e l’ambientazione, un ospizio, la classica Casa di Riposo per anziani non mi ispirava fiducia. Sarà che l’ho letto in un periodo duro (periodo d’ esami all’università) ma la prima parte è stata un calvario. Mi metteva tristezza. Superato lo scoglio iniziale il romanzo diventa incredibile: Licalzi sviscera con poesia e semplicità l’animo dell’uomo, i sentimenti di un anziano e l’amore. Amore e Vita. Amore come punto focale dell’esistenza, di un’esistenza al capolinea. Quante pagine sono segnate da un piccolo risvolto (la classica piega per “tenere” il segno) perchè il concetto era troppo bello e non volevo lasciarlo andare. Il libro non era mio, altrimenti sarebbe pieno di sottolineature. Per chi vuole lasciarsi mettere in crisi e provare a ritrovarsi. voto: 8/10
febbraio 10, 2007 a 5:47 pm
Lo ammetto. L’inizio non era dei migliori: quest’uomo, vecchio, un grande passato sulle spalle, una mente illustre che si piange addosso in una poltrona d’ospizio non è un’immagine molto allegra..! Nonostante egli sia circondato dal tempo e giunto ormai alla fine del proprio viaggio non smette di credere all’amore, alla vita. In un terreno ormai arido, finito e stanco il fiore dell’amore germoglia, a dispetto del tempo..Semplicemente sublime, ma da pacchetto di fazzolettini a portata di mano!
dicembre 21, 2008 a 12:28 pm
io lo sto finendo (l’ho iniziato qualche ora fa) e devo dire che mi è piaciuto tutto, dall’inizio alla fine, che si sta inesorabilmente avvicinando. è il primo che leggo di Licalzi e se sono tutti così belli, ho trovato un’altro grande scrittore. si, è triste ma molto cinico ed ironico. mi è davvero piaciuto… ^^